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La storia dell'energia solare:
dai Romani ad oggi
Nonostante la diffusione su larga scala delle tecnologie solari sia piuttosto recente, è interessante ripercorrere le diverse fasi che hanno condotto ad un utilizzo consapevole del potenziale energetico rappresentato dal Sole.
Il solare termico
A partire dal primo secolo d.c., i Romani iniziarono a sviluppare sistemi di riscaldamento delle abitazioni e dell’acqua basati sullo sfruttamento del calore solare e dell’effetto serra indotto dal vetro.

Nonostante ciò, la storia moderna dell’energia solare ha visto le sue origini molto tempo dopo. Risale, infatti, al 1767 l’invenzione del primo collettore solare, ad opera dello svizzero Horace de Sausurre. Per mezzo di una sorta di pentola, rivestita di sughero nero e coperta da tre strati di vetro, era possibile catturare il calore e portare ad ebollizione l’acqua per cucinare.

Più di un secolo più tardi, nel 1891, l’americano Clarence Kemp, brevettò il primo pannello solare termico per il riscaldamento dell’acqua sanitaria. Solamente dopo la crisi energetica del 1973 e il conseguente aumento del prezzo del petrolio, importanti investimenti nelle tecnologie solari permisero al pannello termico di Kemp di acquisire la forma moderna per cui oggi lo conosciamo.
Il solare fotovoltaico
La scoperta dell’effetto fotovoltaico è decisamente più recente. Nel 1839 il francese Edmond Becquerel scoprì che il platino, colpito dai raggi solari, produceva una piccola corrente elettrica. In seguito l’effetto venne verificato anche sul selenio, ma con rendimenti ancora troppo limitati per giustificare un’applicazione su larga scala.

Le ricerche teoriche proseguirono, e fu proprio l’osservazione dell’effetto fotoelettrico che permise ad Einstein di evidenziare la natura quantistica della luce e vincere il premio Nobel nel 1921.

Albert Einstein (1879-1955)

Dopo numerosi progressi a livello sperimentale, nel 1954 presso i laboratori Bell venne realizzata la prima cella fotovoltaica commerciale, basata su silicio cristallino, che riusciva a trasformare in elettricità il 6% dell’energia di radiazione solare.

Una grossa spinta alle ricerche volte al raggiungimento di una maggiore efficienza di conversione fu esercitata, dapprima, dalla feroce competizione tra americani e sovietici per il predominio dello spazio (che portò allo sviluppo di apparecchiature spaziali alimentate dal Sole) e, successivamente, dalla già citata crisi petrolifera, la quale innescò una vera e propria corsa alle fonti energetiche rinnovabili.

Crescenti livelli di efficienza e adeguati piani di sostegno governativi hanno permesso una diffusione esponenziale delle tecnologie fotovoltaiche, in particolar modo negli ultimi anni, candidando l’energia solare ad un ruolo da leader nella soddisfazione del fabbisogno energetico globale. Il resto è storia da scrivere.